In occasione del suo primo compleanno Current ha deciso di chiedere agli utenti della rete quale, tra gli slogan realizzati dalle agenzie pubblicitarie Cookies Adv e Lab Next, sia più rappresentativo del canale indipendente. Io ho già detto la mia! Voi potet farlo fino al 13 maggio!
Questa settimana ho assistito ad una lezione in cui si è parlato di crowdsoucing. Il termine non è nuovisssimo. Jeff Howe, editorialista di Wired, l’ha coniato nel 2006 ma, sul crowdsourcing, si comincia a riflettere in modo più strutturato solo ora che alcune aziende l’hanno sperimentato incassando dei bei successi. Addirittura c’è chi lo propone come possibile antidoto alla crisi.
Alla radice del crowdsourcing c’è quell’idea di condivisione della conoscenza che è nel dna della rete, ma che con le possibilità offerte dal web 2.0 fa un passo in avanti.
Il crowdsourcing ,infatti, è un nuovo modello organizzativo che, applicato nell’ambito delle imprese è in grado di creare valore. Si tratta di delegare al pubblico delle attività (sviluppo o miglioramento di progetti, prodotti o servizi), attraverso la rete, dando luogo ad una nuova creazione del valore, in termini di riduzione dei costi o aumento dei ricavi. Un esempio “made in italy” è Zoopa, spazio che nasce per offrire a tutti i creativi la possibilità di realizzare idee e spot pubblicitari e ricevere premi in denaro, partecipando ai contest che le aziende lanciano sul sito per ottenere le migliori pubblicità virali. Su tutt’altro fronte si colloca Tom Tom che con il sistema Map Share ha decisamente migliorato le prestazioni dei suoi prodotti.
Ma crowdsourcing indica anche qualsiasi cosa faccia leva sulla rete per suddividere in piccoli compiti grandi lavori e creare valore, vedi per esempio IStokephoto.
Per approfondire l’argomento il libro Crowdsourcing: Why the Power of the Crowd Is Driving the Future of Business di JEFF HOWE è decisamente un buon punto d’inzio, anche se in rete ci sono in giro parecchi blog interessanti.